Fulgido esempio di architettura neoclassica, il Teatro Comunale “Angelo Masini” fu progettato dall’architetto faentino Giuseppe Pistocchi che ne seguì anche la costruzione.

Voluto dall’Accademia dei Remoti con il contributo dei nobili Faentini e della Municipalità, il Teatro sorge nel luogo detto “della Molinella” e apre i battenti nel 1788.

L’impianto della sala a ferro di cavallo è tipico dei teatri all’italiana. I palchi, su quattro ordini sovrapposti, sono scanditi da un colonnato ad ordine gigante che slancia tutta la struttura. Il colonnato a sua volta è sormontato da statue raffiguranti dei, muse e personaggi mitologici. Le statue e i bassorilievi dorati che formano i parapetti dei palchi del secondo ordine sono opera di Antonio Trentanove.

Caratteristica della sala è il palco del “Principe” ovvero il punto di miglior visione del palcoscenico ricavato al centro del secondo ordine utilizzando una volumetria doppia in altezza rispetto ad un singolo palco.

L’ultimo restauro, terminato nel 1990, ha ridato splendore alla sala mettendo a nudo il rosa antico degli stucchi delle pareti dei palchi al quale è stato abbinato l’azzurro-grigio dell’arredamento. Assieme al bianco delle statue e l’oro delle rifiniture, essi danno alla sala un’eleganza ed una morbidezza incomparabili.

Il palcoscenico, ampio per un teatro tutto sommato di modeste dimensioni, conserva quasi intatta la struttura originaria in legno: dalle capriate del soffitto alle travi del graticcio con giunti a dardo di Giove, dalle ruote giganti ai ballatoi di servizio. In piena efficienza, il Teatro Masini è il fulcro della vita teatrale e musicale di Faenza.

Rispondi